I tacchi in ufficio

Tacchi in ufficio

Secondo il corriere della sera al comune di Modena presto sarà proibito mettere i tacchi alti. Dicono che sia una misura antifannulloni … sarà.

Probabilmente vivo in una situazione così distatnte (almeno dal punto di vista lavorativo) da quella di un impiegato del pubblico che non riesco nemmeno a immaginare di buttarmi giù dalle scale invocando qualche giorno di malattia con la scusa dei tacchi troppo alti. Sicuramente non ho la libertà di godermi qualche giorno di riposo extra con una scusa del genere (ma veramente a Modena le impiegate del settore pubblico possono accampare scuse del genere??) però in tutta sincerità preferisco gustarmi le mie libertà.
Lavoro in un ufficio minuscolo, siamo in tutto 4 gatti però, almeno per quanto riguarda l’abbigliamento, sono felice di poter dire che posso mettere quello che mi pare.
Mi capita anche di andare in tuta in ufficio (certo il mio capo non fa i salti di gioia) ma se ho voglia di mettere i tacchi lo faccio e basta!

Non c’è niente da fare

Ancora non riesco a sentirmi a mio agio con questo blog, ancora non riesco a sentirlo “mio”.
Con tutto il rispetto per l’aiuto del mio collega … la grafica mi piace ma ci sono ancora un sacco di cose che vorrei sistemare ma che devo riuscire a mettere a posto per conto mie. Scritte in inglese che compaiono qua e là, menù che non capisco a cosa servono o come funzionano, funzioni che invece non fanno quello che dovrebbero (o almeno quello che io mi aspetto che facciano).
Voglio riuscire a sistemare io queste cose, non soltanto per la voglia di fare la figa e dimostrare che un minimo di tecnologia la posso padroneggiare pure io ma anche per sentirlo veramente diventare “il mio diario”.

Il blog prende forma

e comincio a sentirlo un po’ più mio. Ho scelto un tema che mi piace, il mio gentilissimo e molto paziente collega mi sta facendo un corso accelerato su tutte le funzionalità del blog.
Ci sono un sacco di cose che ancora non ho capito ma lentamente sto prendendo la mano e comincio a sentirlo un po’ più casa.

E’ ora di cominciare

Il mio collega reclama: mi ha installato questo blog da mesi e ora “pretende” che io ci scriva qualcosa. Mi sembra giusto, in teoria, ma in pratica non è così semplice.

Tanto per cominciare è piuttosto imbarazzante, dato che so che lui leggerà tutto quello che scrivo. Poi credo sia piuttosto difficile “sforzarsi”. Ho deciso che qui scriverò quelle cose di cui normalmente non si parla in pubblico, quei desideri che si tengono nascosti.

Sono pronta a farlo, ne ho voglia, ma non è una cosa che si possa fare a comando. Devo riuscirci piano piano, così come piano piano cercherò di dare a questo blog una forma meno anonima e più personale per riuscire a sentirlo più mio.

Ciao mondo!!

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